Giacomo Moretti is an Italian painter born in Cava dei Tirreni in the province of Salerno Italy. For some years he lived in Naples where in 1971 he received, on the occasion of the First Neapolitan Biennial of Contemporary Painting, the diploma with a gold medal.
He later moved to La Rochelle, France. Giacomo Moretti has achieved great success among collectors, obtaining interesting prices.
Moretti's artistic career is punctuated by two references: one refers to the masters of Neapolitan painting Antonio Mancini and Vincenzo Irolli, in the fast and dense brushstrokes, in the skilful material mixtures of bright, warm and lively tones, inserting himself among those artists who in the twentieth century are still linked to the romantic-naturalistic tradition of nineteenth-century matrix such as Giovanni Panza, Attilio Toro, Clemente Tafuri.
Giacomo Moretti's painting is imbued with a vibrant nostalgia, with an ancient vitality that portrays faces, uses and customs of a past time.
With his persuasive and at the same time realistic trait, Moretti captures the essence of his subjects to make them alive, capable of transmitting unique emotions of their kind.
Sebbene venga indicata Napoli come città natia, probabilmente Giacomo Moretti è nato a Cava dei Tirreni in provincia di Salerno.
Per alcuni anni ha vissuto a Napoli dove nel 1971, in occasione della Prima Biennale Napoletana di Pittura contemporanea, ricevete il diploma con medaglia d’oro.
Si trasferisce successivamente a La Rochelle, in Francia.
L’artista ha manifestato da sempre un atteggiamento defilato, riservato, prestando il fianco a non poche dicerie, a chi asserisce che Giacomo Moretti sia solo uno pseudonimo.
Non sono reperibili monografie, né si ha notizia di una sua esposizione; ciò nonostante ha ottenuto un grande successo tra i collezionisti, spuntando quotazioni interessanti.
Il percorso artistico di Moretti è scandito da due richiami: uno rimanda ai maestri della pittura napoletana Antonio Mancini e Vincenzo Irolli, nelle pennellate veloci e dense, nei sapienti impasti materici dei toni luminosi, caldi e vivaci, inserendosi tra quegli artisti che nel XX secolo ancora risultano legati alla tradizione romantico-naturalistica di matrice ottocentesca come Giovanni Panza, Attilio Toro, Clemente Tafuri.